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Start up: lo sviluppo dell’idea e il piano d’azione.

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Michael Burnett, Venture Partner di Innogest, è il personal trainer della categoria Start up e Finanza; la sua prima lezione evidenzia quali sono gli aspetti da considerare nella creazione di una Start up.

Il primo punto che uno startupper non deve trascurare è lo sviluppo dell’idea. Spesso le persone dimenticano di focalizzare l’attenzione sull’idea perché sono troppo impegnate a pensare come preparare un business plan, come trovare il denaro, assumere personale e attività simili. Esistono idee ricche di opportunità, idee notate in un mercato diverso, per esempio un’attività o un servizio che funziona all’estero e che si desidera esportare in Italia, oppure un’idea che nasce dalla combinazione di piu idee insieme, magari delle nuove forme di produzione o un servizio utile ad integrare il social dei media digitali ai media tradizionali.

Quando lo startupper deve incontrare un Venture Capitalist, è probabile che la sua attenzione sia ancora focalizzata sugli aspetti del mercato, sulla presenza dei competitor mentre ciò che realmente interessa gli investitori è capire quanto grande sia l’idea proposta. Molte persone credono che i Venture Capitalist vogliono finanziare le start up in grado di generare un immenso profitto da subito, in realtà, ciò che attira gli investitori è che i prodotti e i servizi offerti dalla start up siano in grado di evolvere nel tempo, seguendo i cambiamenti del mercato e adattandosi ad essi. E’ richiesta, quindi, una flessibilità che sia in grado di sottolineare l’originalità e garantire il successo nel tempo.

Un altro punto da considerare è il piano d’azione della start up, evidenziato da tre aspetti:

1_ La velocità di realizzazione dell’idea;

2_I tempi di realizzazione: Come verrà realizzata l’idea? Che personale sarà assunto? Da chi sarà reclutato?

3_L’identificazione dei parametri, come ad esempio: qual è il numero di clienti? il numero di utenti? quello dei prodotti? e quale la seconda fase d’innovazione del prodotto? Se lo startupper ha chiari questi parametri da subito, le sue probabilità di successo saranno maggiori.

8 Commenti su "Start up: lo sviluppo dell’idea e il piano d’azione."

  1. Giuliano Ambrosio 14 giugno 2011 alle 12:58 ·

    Ottimi consigli, penso che il primo sia molto fondamentale, ovvero la velocità di realizzazione idea in tempi brevi e non dinosaurici…

    Tutti possono avere un’idea brillante ma pochi sono in grado di concretizzare e di mettere in pratica.

  2. Gaetano Marano 20 luglio 2011 alle 16:46 ·

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    il sistema dei commenti ha decisamente dei bug perché visualizza le email invece dei nomi utente inoltre indica la presenza di 4 commenti ma ne visualizza solo uno (oppure ne indica tre di troppo)
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    riguardo all’argomento dell’articolo, ritengo che la qualità numero una di una buona startup sia quello di avere sin dall’inizio un qualche modello di business, ovvero, almeno un idea di come quella startup può rendere soldi ed essere un fonte di utile per i fondatori e per gli investitori
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    è vero che molte startups (oggi grandi, famose e redditizie) sono nate SENZA avere già chiaro il loro modello di business e senza averne trovato uno per molti anni (o non averlo trovato ancora oggi) anche mentre il numero di utenti ed il valore della startup salivano vertiginosamente, tuttavia, se i fondatori della startup hanno già in mente un modo per guadagnarci, è meglio per tutti
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    tanto sono convinto di ciò, che, tutti i miei progetti in cerca di fondi, hanno sin dall’inizio un qualche modello di business “built-in”, come, ad esempio, i cinque progetti che propongo su IndieGoGo [ http://www.indiegogo.com/gaetanomarano ] ma anche un progetto che proporrò entro qualche giorno su Wind Business Factor ed un altro che ho in mente di proporre (forse a settembre) su Eppela
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