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Pillole dai Webinar: un’ossessione per le metriche (quelle giuste)

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Che metriche monitorare per la propria startup? Che errori comuni si fanno, soprattutto inizialmente?

Durante il secondo webinar, tenuto da Marco Magnocavallo all’interno del Programma di Training della Competition, abbiamo affrontato il tema delle metriche, importante per tutte le startup e imprese.
Non tutte le metriche sono utili da monitorare. Alcune volte quelle che si guardano sono le meno interessanti.

L’errore comune di molti startupper è quello di rincorrere soltanto le vanity metrics: sono quelle che tutti amano raccontare o amano tracciare, ad esempio il numero di download piuttosto che utenti registrati o pagine viste. Si fa così l’errore di dare dei dati privi del riferimento temporale.
I motivi per cui le persone tracciano questo tipo di metriche sono molteplici ma si possono racchiudere in 4 elementi:

- per non deprimersi;
- per darsi coraggio;
- per cercare di mascherare la verità;
- perché sono di facile monitoraggio;

Quindi concentrarsi sulle metriche più adatte per la propria startup diventa fondamentale per monitorare gli obiettivi in base al proprio business. Le metriche giuste da guardare sono:

- engagement: gli utenti che interagiscono col sito o applicazione;
- daily/monthly active users: gli utenti giornalieri/mensili attivi;
- returning users: il numero di utenti che tornano nel sito;
- viral factor: il fattore virale (per alcune startup è più importante di altre);
- conversion rate: la percentuale di visitatori unici (per alcune startup è più importante di altre).

Le metriche custom sono quelle che ogni azienda deve monitorare conoscendo il proprio business.

Fondamentale è anche usare le metriche segmentate (cohort) che si possono utilizzare per dimensione temporale, oppure creando dei gruppi in funzione della sorgente di traffico. Si può determinare così le fonti di traffico o i periodi più efficaci e aumentare l’investimento in funzione del bisogno.
Ci sono diversi strumenti per fare questi tipi di analisi, oltre a Google Analytics. Ad esempio:

- Kissmetrics;
- Chart.io: permette di creare dei grafici temporali prendendo i dati da una fonte specifica (google analytics questo non lo può fare);
- geckoboard: un pannello sul web che permette di visualizzare metriche aggiornate in tempo reale provenienti da più fonti;
- Mixpanel .

Quando si parte con una nuova iniziativa, l’obiettivo è arrivare in un lasso di tempo di qualche mese/un anno a una metrica che dica e racconti il proprio business in modo sostenibile.

 

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