Sviluppa la tua impresa attraverso i video tutorial di imprenditori di successo ed esperti

Industria creativa: l’evoluzione del video entertainment

Copia il codice embed del video

Come sta cambiando l’industria creativa italiana? Quali modelli di business si stanno affermando nel settore audiovisivo?

Lo abbiamo chiesto a Paolo Boccardelli, Professore di Economia e Gestione delle imprese presso il LED Center, il centro per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile promosso dall’Università LUISS Guido Carli.

L’industra creativa, di cui fanno parte vari settori – Video Entertainment, Spettacoli dal vivo, Beni Culturali, ICT e Progettazione Software, Editoria, Advertising, Moda, Design – sta vivendo oggi un momento di grande rivoluzione. Due fattori hanno principalmente favorito l’affermarsi di questo nuovo scenario:

- la riduzione dei finanziamenti pubblici da destinare ai settori dell’industria creativa (soprattutto quelli con una forte componente culturale) e orientamento al mercato, che è diventato il driver dominante di queste industrie.

-  l’evoluzione legata alle nuove finestre di sfruttamento offerte dai canali digitali e di internet.

Questo cambiamento, di cui la nuova era tecnologica è complice, pone un ripensamento dei modelli produttivi e distributivi dell’industria creativa, ponendo nuove sfide e opportunità a coloro che operano soprattuto nel settore del video entertainment. I nuovi canali digitali e le finestre di sfruttamento (internet, video on-demand, pay-per-view) stanno facilitando l’ingresso al mercato di nuovi player con possibilità di penetrazioni più efficienti rispetto al passato, soprattutto per le imprese che operano nella distribuzione che rappresenta il collo di bottiglia del sistema cinematografico italiano ed è dominato principalmente da due grandi distributori (Medusa Rai, Sky).

Per quanto riguarda la produzione cinematografica, l’ecosistema italiano è costitutito per la maggior parte da piccole e medie imprese, da one project company (società fondate solamente per la realizzazione di un singolo progetto filmico) e da factory che producono circa 10 film l’anno. Ma a fronte degli investimenti (il costo medio di un film italiano  è  di circa 1, 2 milioni di euro) quanto rende un film? In termini di box office, i profitti sono bassi: solo il 10%  dei film prodotti in un anno raggiunge un successo economico. I ricavi aumentano se, oltre il Theatrical si considerano altri canali di sfruttamento commerciale (home video, pay-per-view, video on demand, prevendita televisiva), i finanziamenti pubblici e le agevolazioni fiscali (tax credit).

 

Un commento su "Industria creativa: l’evoluzione del video entertainment"

Trackbacks per questo post