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Perché, anche grazie al TAG, Roma sarà sempre più 'una città per startup'. Andrea Genovese intervista Nicola Mattina, Co-Founder del primo Campus della Capitale.

 

Sulla riva destra del Tevere, nel quartiere Prati, al secondo piano del celebre palazzo di Poste Italiane, ha aperto il primo campus romano di Talent Garden, il network di coworking più esteso e capillare d'Europa. Parliamo di circa 1.500 mq di open space, con oltre 100 postazioni, sale per i meeting, una bellissima terrazza e tante aree che favoriscono lo scambio, il brainstorming, il relax e l'incontro tra "abitanti", senza disturbare chi lavora.

 

TAG-Roma_3

 

Che cos'è il TAG?

 

Tecnicamente è un coworking, ma il Talent Garden è anche una community di persone, di imprenditori, di innovatori, di professionisti con una specifica comune: tutti hanno a che fare con il digitale.

 

Lo racconta ad Andrea Genovese, project leader di Wind Business Factor, Nicola Mattina, protagonista dell'ecosistema startup Italia, imprenditore, Co-Founder di Stamplay, Mentor e Senior Advisor, che insieme a Davide Dattoli ed Emanuele Pepe, si è avventurato nell'impresa di aprire il primo campus TAG nella Capitale. La caratteristica degli ormai 16 "giardini di talenti" nati in 13 città italiane e altre capitali europee ed extraeuropee (Barcellona, Tirana, Bucarest, Kaunas in Lituania) è quella di offrire "molto più di una scrivania".

La vision che il TAG incarna e diffonde, dalla prima sede aperta da Dattoli a Brescia nel 2011, è quella del "franchising dell'innovazione", un hub di spazi per il lavoro condiviso che si inseriscono fisicamente in un territorio e nel suo tessuto imprenditoriale e creativo, favorendo la contaminazione di punti di vista, di professionalità, di competenze, di idee. Producendo innovazione. Una formula evidentemente contagiosa, se in tante parti del vecchio continente è stata replicata. Ogni volta con la stessa ricetta, quella di una co-fondazione insieme al primo dei co-founder, Davide Dattoli.

 

tag-roma-open-space

 

Con l'apertura della sede romana, resa possibile dall'unione di più forze, quella di TAG, Digital Magics, importante business incubator, e di una grande azienda come Poste Italiane, si aggiunge un tassello importante al network italiano. Quello di Prati è il primo campus, ne aprirà a breve un secondo a Cinecittà. Ma intanto il primo campus, aperto dal 14 marzo, comincia ad affollarsi: oggi lo abitano alcune startup: Scuter, che promuove lo sharing dei motorini; Deliveroo, startup inglese approdata anche in Italia che si occupa di food delivery, Social Academy che gestisce e promuove corsi online, e la stessa Stamplay, un servizio di workflow automation che consente a tutti di programmare e sviluppare applicazioni web. Ma ci sono anche agenzie creative e di comunicazione, freelance che lavorano nel digitale, e arriveranno presto anche dei player industriali. L'obiettivo è creare più opportunità di commistione e incontro possibile.

 

Che cosa ti ha spinto a buttarti in questa avventura?

 

Il coworking è l'ufficio del futuro, rappresenta la direzione nella quale sta evolvendo il lavoro, con i suoi rapporti, spazi e figure professionali.

 

Un modello già molto diffuso e che funziona nel mondo del digital, dell'innovazione, delle professioni creative, ma che coinvolgerà tutti gli ambiti del lavoro. Il network dei TAG ha un ruolo attivo in questa evoluzione del lavoro. 

 

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Che cosa pensi dell'ecosistema startup Roma?

 

Roma è la città più grande d'Italia e la sua rete di coworking fa un salto notevole con l'apertura del primo campus TAG. Lo scenario comincia ad essere interessante, apre StartupBootCamp di Peter Kruger, c'è PiCampus, Luiss EnLabs, ci sono le Università, le competenze e il know how ci sono. A questo si aggiunge che la Regione Lazio si è impegnata a stanziare 100 milioni da investire in capitali di rischio insieme a investitori privati.

 

Fare startup a Roma e nel Lazio, insomma, si può, anzi si deve!

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