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Da San Francisco a Milano: Uber, startup americana ora anche in Italia

Uber, la startup americana che ha sviluppato un sistema innovativo di auto a noleggio con conducente, approda a Milano. Ne abbiamo parlato con Elena Lavezzi, Community Manager della divisione italiana, composta da un team tutto under 30.

Ha riscosso grande successo il lancio italiano della startup Uber, l'azienda americana che ha sviluppato un sistema  innovativo di auto a noleggio con conducente. Attraverso un'applicazione per smartphone (iPhone, Android, SMS o Web), Uber offre un servizio a metà tra il taxi e l’autonoleggio, che permette agli utenti di chiamare tramite app o sms l'auto più vicina alla propria posizione e di avere una stima del costo della corsa. Come funziona. Il sistema è molto semplice: è necessario iscriversi attraverso la propria carta di credito, fare una sorta di check-in in modo che Uber possa geolocalizzare il cliente e calcolare il tempo che occorre all'autista più vicino per raggiungerlo. Una volta confermata la corsa, si riceveranno i dati dell'autista (foto e targa) e un sms pochi minuti prima dell'arrivo. Il costo viene addebitato su carta di credito direttamente dall'app e con ricevuta via mail. E' anche previsto un sistema di votazione: a fine corsa il cliente potrà dare un voto all'autista e un feedback sul servizio. Nata come startup a San Francisco nel 2009, Uber è oggi una società che conta 180 dipendenti presenti n 25 città del mondo, tra cui Amsterdam, New York, Londra  e, ora anche Milano." Gli obiettivi" , ci racconta Elena Lavezzi, "sono di espandersi sempre di più sul territorio italiano e diventare un vero punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno di un mezzo di trasporto elegante ma accessibile, in poco tempo". Nel capoluogo lombardo il servizio è disponibile dalla scorsa settimana: il team è guidato da  Benedetta Arese Lucini, General Manager e ne fa parte, oltre ad Elena,  anche  Tomaso Rodriguez,  Operation Manager.  Tutti e tre under 30 e con  profili internazionali di studio e lavoro. E con le idee ben chiare: perchè  aprire una branch italiana di una startup internazionale e di successo  vuol dire "anche partire da zero, come una vera e propria startup, con tutte le difficoltà del caso", ha commentato Elena. "Il bello di quest'azienda è proprio la sua internazionalità ma allo stesso tempo  anche l'essere molto local. Noi siamo stati scelti anche per la profonda conoscenza della città e della cultura milanese". In bocca al lupo al team di Uber! [gallery template="simple" link="file"]  
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