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Guida al Fundraising

Che cosa significa Fundraising, perché un imprenditore dovrebbe farlo e in quale momento del processo di costruzione della sua impresa?

 

Passare dall'idea di business alla exit (sia essa un IPO o l'acquisizione da parte di una sola grande azienda) è un percorso complesso e rappresenta il ciclo di vita di una startup. Per percorrerne tutte le fasi, da quelle iniziali di reclutamento del team fino all'auspicata acquisizione, occorrono finanziamenti, occorre sapere dove cercare i fondi, quali sono i soggetti ai quali rivolgersi durante il fundraising e cosa bisogna fare per mantenere il controllo della propria azienda.

Queste, in linea generale, le fasi principali della vita di una startup e i tipi di finanziamento di cui ha bisogno in ciascuna di esse.

Fonte: il libro "Digital Entrepreneur" di Emanuela Zaccone.

 

Bootstrap

Al principio l'imprenditore che ha l'idea investe capitale personale, di familiari e di amici, i cosiddetti "fools", coloro che sono così pazzi da credere in quell'idea iniziale ed investirci del denaro. Normalmente queste persone ricevono in cambio delle azioni ordinarie.

 

Seed Round

Il primo vero round di investimento è il cosiddetto seed, che normalmente consente di completare il prodotto e approdare sul mercato. Sono coinvolti in questa fase soprattutto i business angels, soggetti singoli con capitali propri che scelgono di investire da soli o unendosi in gruppi (vedi IAG).

 

Serie A

Una volta realizzato il prodotto e lanciato sul mercato, bisogna lavorare per far sì che riesca a scalare, aprendo così nuovi potenziali mercati, includendo target e aprendo eventuali nuovi canali distributivi. È il momento del primo e più significativo salto per l'azienda. In questa fase il fundraising si svolge con i venture capital, fondi, non singoli individui, che gestiscono capitali di terzi. La differenza rispetto al seed è sostanziale e non riguarda solo i soggetti coinvolti o l'entità del finanziamento, ma anche il tema delle equity, dei vincoli che l'ingresso dei venture capitalist nell'investimento può portare con sé. L'obiettivo di angels e VC, ovviamente, è quello di avere un ritorno dall'investimento, i VC inoltre chiedono delle specifiche garanzie. Soprattutto nel sistema americano, l'investimento degli angels avviene tramite lo strumento delle convertible notes, un prestito a breve termine che si converte in azioni, ma solo durante il successivo round di investimento: questo consente agli angels di disporre di azioni che di fatto hanno le stesse caratteristiche di quelle che saranno poi rilevate dai VC durante il round di serie A, ma con il vantaggio di arrivare per primi e quindi di beneficiare di uno sconto nella fase di conversione dell'investimento. Le convertible notes consentono inoltre al digital entrepreneur di mantenere il controllo dell'azienda stessa, dal momento che di solito non portano con sé l'esigenza di assegnare per esempio uno o più posti nel board agli investitori. Le convertible notes non sono una scelta obbligata, anzi alcuni VC possono richiedere di avere delle preferred stocks, che portano con sé d'altra parte privilegi di controllo, eventuali diritti di veto, ma anche la possibilità di avere una liquidazione preferenziale, vale a dire in caso di exit vengono prima ripagati gli investitori e solo in seguito i Founder.

 

Serie B

A questo punto la startup ha dimostrato di avere un prodotto valido e di essere scalabile. Il successivo round di investimenti è finalizzato ad aprire ulteriormente il mercato, espandere il team, aprire la strada verso potenziali acquisizioni o verso l'IPO.

 

Oltre il C

Da questo momento in poi è possibile espandere comunque l'attività dell'azienda e proseguire con i round di investimento. L'opportunità di di seguire un percorso simile, fatto cioè di numerosi altri round, dipende da diversi fattori però: quanto è profittevole l'impresa? Qual è il valore della startup?

 

Al centro della ricerca dei finanziamenti c'è infatti il concetto di "valuation", valutazione della startup. Ogni round successivo di fundraising infatti innalza il valore della startup. Ecco perché si distingue tra una pre-money valuation e una post-money valuation.

Chi guida il fundraising per una startup è bene che conosca anche le diverse tipologie di crowdfunding, alcune possono rivelarsi particolarmente indicati per la prima fase di ricerca fondi.

Rimandiamo al webinar di Raffaele Gaito per un utilissimo decalogo con consigli su:

Quando presentarsi a un investitore

Come presentarsi a un investitore.

 
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