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Mamma, da grande voglio fare il... Growth Hacker!

Chi è, cosa fa e come si diventa Growth Hacker, una tra le professioni digitali più richieste oggi da chi vuole far crescere rapidamente il proprio business.

 

Basta dare un'occhiata ai siti di ricerca/offerta di lavoro per rendersi conto che quello del Growth Hacker è oggi un ruolo non solo concreto e definito, ma anche molto ricercato sia nelle startup appena nate, che nelle multinazionali.

Quali sono gli step che portano una persona a diventare un growth hacker di professione? Chi ha le qualità più adatte per occuparsi di growth hacking in un'azienda? Per rispondere a queste domande, abbiamo consultato un recentissima pubblicazione sul tema di Raffaele Gaito: "#Growth Hacker. Mindset e strumenti per far crescere il tuo business" (Franco Angeli Editore, 2017).

Ci sono almeno tre aspetti fondamentali che caratterizzano il profilo di un growth hacker:

  • la multidisciplinarietà,
  • la formazione continua,
  • la curiosità.

Questo significa, chiarisce subito Gaito, che non basta aver letto un paio di articoli americani sul tema per giustificare un cambio di title su Linkedin.

 

6 domande da potersi per capire se puoi diventare un buon growth hacker

  1. Hai spirito imprenditoriale? Il growth hacker ha un forte spirito imprenditoriale ed è in grado di correre dei rischi e prendersi delle reponsabilità.
  2. Sei disciplinato? Il growth hacking è un processo con dei passi ben definiti ed è importante essere disposti a seguire alla lettera questo processo.
  3. Sei un leader? Il growth hacking è un'attività collettiva che coinvolge tutto il team e impatta in maniera profonda il prodotto. La persona a capo di questo processo deve avere delle competenze da leader per guidare e motivare tutti i componenti del team.
  4. Sei un portavoce? La crescita è un fattore che deve far parte della cultura aziendale e il growth hacker deve avere un ruolo di evangelist in tutta l'azienda per diffondere la cultura della crescita e di un metodo data driven.
  5. Sei orientato ai dati? Il growth hacker è a stretto contatto con i dati durante tutte le fasi del processo. Per fare questo deve avere un mindset orientato ai dati e non basare le sue decisioni sull'istinto.
  6. Saper gestire il processo, non il team: l'importanza della leadership non serve per la gestione del team, ma per la gestione del processo. Questo avviene tramite un'attenta attività di osservazione e decisione.
 

Multidisciplinarietà e mulipotenzialità

Il growth hacker non è uno specialista, non punta ad eccellere in un campo specifico o in un'unica disciplina. Scrive Raffaele Gaito nel suo libro:

è una persona ossessionata dai dati, ma che fa leva su una forte creatività. Pensa con un orientamento al marketing, ma senza dimenticare la concretezza de prodotto. Vuole far crescere il suo business, ma sa che deve mettere l'utente al centro di tutto. 

Nel growth hacker si fondono bene due approcci: la multidisciplinarietà e la multipotenzialità, entrambi concetti utilizzati per definire un profilo antitetico a quello dello specialista e per delineare persone che non hanno un'unica vera vocazione, ma in virtù dei molteplici interessi e curiosità, sono in grado di sviluppare competenze e capacità in ambiti diversi.

 

Come si diventa growth hacker

Oggi si trova moltissimo materiale online con il quale formarsi, quasi tutte le piattaforme MOOC (massive Open Online Courses) hanno nel portfolio un corso in growth hacking. Solo per citarne alcune:

Esiste inoltre una nutrita bibliografia, con testi di valore anche in italiano.

La teoria, però, da sola non basta e per diventare un growth hacker occorre sperimentare, mettere in pratica le conoscenze acquisite definendo innanzitutto una strategia. In ogni progetto di business sono in gioco diversi fattori che determinano il successo, la teoria che hai appreso deve essere applicata, testata sui risultati. Ecco perché il controllo e lo studio delle metriche più importanti, e il prendere decisioni conseguenti, sono gli elementi fondamentali di una strategia che funziona.

Per sperimentare e mettere in pratica la teoria acquisita puoi:

  1. Lavorare sui dati e le metriche della tua azienda o del progetto avviato;
  2. Chiedere a una persona che conosci di fare pratica sui risultati del progetto che ha appena avviato;
  3. Lanciare tu stesso un progetto test: una demo, un esercizio che ti consenta di mettere a confronto ciò che studi con dati concreti.
 
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