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Radiosa Romani è una mentor del Wind Startup Award

Un background musicale e un passato da startupper, oggi è PMO in LUISS ENLABS e le diamo il benvenuto a bordo come mentor del Wind Startup Award.

 

Chi è, quale ruolo e responsabilità ha rispetto a un giovane imprenditore e soprattutto come

Puoi presentarti alla community di WBF?

R.R. Sono Radiosa Romani e mi occupo di gestire tutti i processi all’interno del programma di accelerazione dell’acceleratore LUISS ENLABS, dalle selezioni alla supervisione di tutte le attività del programma. Sono attiva nell’ecosistema delle startup da diversi anni. Prima di diventare PMO a Luiss Enlabs ho avuto una startup nel campo della musica, mio background di origine. Questo bagaglio di esperienza è ora fondamentale per capire affondo le problematiche dei founders e aiutarli all’interno del primo ciclo di vita della startup.

 

Cosa significa per te essere un mentor?

R.R. Il mentor è una sorta di “grillo parlante”. In buona sostanza il mentor deve aiutare la startup a ragionare lucidamente e a valutare scenari alternativi a quelli che i founder a volte troppo coinvolti nel progetto, tendono e a non considerare. Il mentor che a differenza del founder, conosce già molte delle problematiche legate allo sviluppo del prodotto e del business comuni alla maggior parte delle startup, deve in primo luogo mettere a disposizione tale esperienza e fornire i feedback necessari affinché i founder che le affrontano per la prima volta, riescano a prendere tempestivamente le decisioni. La velocità e il timing in cui si prendono le decisioni sono molto importanti per una startup. Avendo una visione esterna, il mentor ha il compito di portare la startup a ragionare sui numeri e a stimolarla a prendere delle decisioni basate sull’esperienza piuttosto che sulle opinioni.

 

Quanto è importante dal tuo punto di vista il rapporto con il mentor per un aspirante imprenditore?

R.R. Avere un mentor di cui si ha stima e fiducia e con cui si crea un dialogo è un asset importante per l’aspirante imprenditore. Si dice che fare una startup è come spingere un’enorme sfera di pietra su per una montagna. Avere qualcuno che nei momenti di fatica ti motiva e ti aiuta a trovare la lucidità che ti permette di vedere al di là della pietra è molto importante.

 

In quale momento del ciclo di vita di un progetto imprenditoriale è più importante seguire un percorso di mentorship?

R.R.  Il ruolo del mentor è molto importante in particolare nel primo ciclo di vita in cui la startup cerca il proprio modello di business, individua i clienti e inizia a testare il mercato. Le domande più banali e scontate rispetto al business, come: “chi sono i tuoi clienti?”, “come intendi raggiungerli?”, “Quanto è grande il tuo mercato?”, sono il “mantra” del mentor alla startup al fine di aiutarla a non perdere di vista l'obiettivo principale: trovare un modello di business efficace.

 

Quali sono le caratteristiche principali che un buon mentor deve avere?

R.R.  E’ importante che il mentor non diventi un “guru”. Il mentor deve saper fornire un punto di vista diverso e esterno ma non deve mai imporre la sua visione. Quindi è importante che il mentor sia capace di ascoltare e imparare dal dialogo. Il mentor conosce le dinamiche delle startup mentre i founder conoscono il dominio di riferimento. Quando questo dialogo funziona, ovvero ci si ascolta, il percorso di mentorship funziona.

 

Se dovessi dare 3 consigli e suggerire qualche strumento utile a chi sta partecipando al Wind Startup Award?

  1. Siate elastici nel pensiero. Ovvero non abbiate paura di pensare ad altre strade per raggiungere lo stesso obiettivo.
  2. L’idea è importante, ma quello che conta è l’execution.
  3. Non abbiate paura di parlare della vostra idea con gli altri. I feedback sono importanti, in particolare quelli dei vostri possibili clienti!
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