Filtra per categoria

Luca La Mesa è un mentor del Wind Startup Award 2015

Dopo la vittoria dello scorso anno, Luca La Mesa è di nuovo nostro mentor ufficiale e condivide alcuni consigli preziosi per chi sta iniziando la propria avventura imprenditoriale.

 

Per il secondo anno consecutivo siamo felici di avere Luca La Mesa nel nostro staff. Oltre ad essere uno dei massimi esperti di Social Media Marketing in Italia, Luca ha il merito di aver seguito personalmente come mentor Snapback, startup salita sul podio dei vincitori del Wind Startup Award 2014.

Gli lasciamo subito la parola, perché c'è davvero molto da imparare!

 

Vuoi presentarti alla community di WBF?

L.L.M. Appassionato di Marketing ed innovazione. Dopo aver lavorato nel Marketing di Unilever e Procter&Gamble mi sono specializzato sullo studio delle strategie avanzate di Social Media Marketing e su tecniche di innovazione. Ad oggi mi divido tra la consulenza verso top brand e la formazione in ambito universitario. Il mio mantra è cercare ogni giorno di imparare qualcosa (in particolare dagli errori) e per questo sono appena tornato dall’Executive Program della Singularity University presso il NASA Research Park che mi ha arricchito di molto stimoli e spunti di riflessione su quello che succederà nei prossimi 5/10 anni.

 

Cosa significa per te essere un mentor?

L.L.M. Sicuramente essere mentor significa avere la responsabilità di consigliare al meglio i vari team in un percorso che può essere molto gratificante, ma che, rispetto alle aziende tradizionali, richiede grande capacità di rapide azioni correttive della strategia iniziale per comprendere le differenze tra l’idea iniziale e la reale esigenza che il mercato dimostrerà. È allo stesso tempo una grande soddisfazione che nel tempo mi ha permesso di vedere crescere dei veri talenti che sono passati dall’avere grande entusiasmo ad avere vere aziende che fatturano e guadagnano ogni giorno nuovi spazi nel mercato.

 

Quali sono le caratteristiche principali di un buon mentor ?

L.L.M. In primis deve essere competente sulle aree di maggior interesse della startup. Non esistono “tuttologi del web” né “esperti di startup a 360 gradi”. Deve dunque anche saper fare un passo indietro se i consigli richiesti sconfinano in territori a lui meno noti e magari attivare la propria rete di contatti business e personali per aiutare concretamente la startup sulla richiesta specifica. Oggi per fortuna non è più necessario “sapere tutto”, quanto sapere chi può aiutarci. Altra caratteristica principale è sicuramente un’alta capacità di analisi e di visione. I consigli non devono mai essere troppo soggettivi ma frutto di esperienze pregresse o di studi specifici. Deve avere “visione” per permettere di guidare i team in un percorso di medio periodo che spesso ai primi passi può sembrare poco chiaro.

Umanamente deve saper capire quando e come incoraggiare la startup, in particolare nei momenti più scuri e stressanti, magari raccontando come lui in passato ha superato molte difficoltà. Deve diventare in parte un “padre” che sappia incoraggiarti, ma anche riprenderti quando stai andando fuori strada. Quando questo avviene si crea un feeling incredibile e un senso di gratitudine che rimane molto a lungo nel tempo.

 

In quale momento del ciclo di vita di un progetto imprenditoriale è più importante seguire un percorso di mentorship?

L.L.M. Dipende molto dalle caratteristiche specifiche del mentor. C’è chi ha maggiori competenze in ambito di business plan, chi è esperto della fase di lancio e chi invece ha seguito in passato la crescita esponenziale (fino all’IPO) e dunque può aiutare in fasi ben più avanzate. Io personalmente cerco di rendermi disponibile nella fase iniziale della validazione dell’idea e nella fase critica di “lancio”. Nella fase iniziale capita che molti ragazzi abbiano idee facilmente migliorabili o che trascurino delicati aspetti legali o di mercato. La fase che mi piace di più è sicuramente quella del lancio in cui il tutto prende forma e si impara tantissimo sul campo con test concreti.

 

Ad esempio negli ultimi anni ho provato a convincere molti miei clienti a fare esperimenti innovativi con startup che al tempo erano ai primi passi e che oggi sono diventate affermate e punti di riferimento nel loro mercato. Per fortuna hanno aderito in tanti come ad esempio Pirelli, Kinder, Vasco Rossi /Renault, AS Roma ed anche Unilever per il rilancio di Winner Taco. Con Stamplay (ora a San Francisco in “500 Startups”) abbiamo organizzato un bellissimo progetto per festeggiare il rinnovo del contratto di Francesco Totti con la AS Roma lanciando la campagna #MioCapitano che permise agli utenti di inviare e votare le loro foto con Francesco Totti nei 20 anni della sua carriera a Roma. Con Wiman (Nana Bianca) abbiamo fatto i primi esperimenti grazie a Pirelli durante una gara italiana della SBK Superbike e durante i Pirelli Track Days per poi ripetere l’esperimento su più grande scala durante i concerti di Vasco Rossi allo Stadio Olimpico grazie all’interesse dimostrato da Renault. Con Cosimo Palmisano di Decisyon abbiamo monitorato il fermento online intorno al “Winner Taco” per poi consigliare ad Unilever la strategia ottimale di pre-lancio del prodotto. Fu un bellissimo caso in quanto probabilmente fu il primo brand “rimesso in commercio perché lo chiedevano i social”. Cosimo ha poi chiuso un round da 22.000.000$ ed ha fatto la storia che molti lettori di WBF già conoscono.

 

L’anno scorso sono riuscito a coinvolgere “FindTheRipple” nella campagna #ConLeAzzurre che proposi al capitano della Nazionale Italiana di Pallavolo Francesca Piccinini (grazie alla Dao Management) e che si rivelò la campagna social più virale di tutta Twitter ad Ottobre 2014 (fonte: Blogmeter). La startup si è poi trasferita a Londra e sta crescendo tantissimo soprattutto con progetti in multinazionali come Unilever che stanno dimostrando grande attenzione verso l’innovazione.

I test sul campo sono probabilmente la fase più importante e allo stesso gratificante che permette alle startup sia di ottenere preziosi feedback e sia di crearsi dei case study rivendibili su molti altri tavoli.

 

Se dovessi dare 3 consigli a chi sta partecipando al Wind Startup Award 2015?

  1. Accettare la sfida non con l’obiettivo di vincerla, ma di sfruttare al massimo queste settimane e il network che Wind Startup Award ti mette a disposizione per imparare il più possibile e perfezionare l’idea alla quale si sta lavorando.
  2. Adottare un approccio basato sui numeri in cui provare a misurare bene i vostri traguardi focalizzandovi sui numeri importanti e ignorando quelle che si definiscono “Metriche di vanità” (Vanity Metrics) che possono sembrare belle (10.000 fan) ma che, se non c’è dietro una vera strategia, non vi porteranno molto lontano.
  3. Il terzo consiglio che cerco di trasmettere sempre a chi vuole fare startup è l’importanza di una execution rapida e precisa. Quando andavo all’Università ci dicevamo che “bisognava trovare un’idea”: inventiamoci un portale per condividere foto (Flickr), video (YouTube) o vendere online (Ebay). A distanza di diversi anni siamo ormai entrati nell’epoca che mi piace definire “dell’Execution”. Non importa quale idea voi abbiate avuto, c’è sicuramente qualche altro team in giro per il mondo che ci sta lavorando o l’ha già realizzata.
 

Il mercato non lo conquista, dunque, chi ha avuto per primo l’idea, ma chi riesce a realizzarla per primo su grande scala (possibilmente mondiale).

 

Basti pensare che AirBnb, dopo che aveva già raccolto 326.000.000 $ ha poi chiuso un altro round da 500.000.000 $ ad Aprile 2014 e uno successivo da 1.5 Billion$ a Giugno 2015. Vuole essere la dimostrazione che a volte non basta aver creato un’azienda forte nel mercato, ma l’obbiettivo è diventare il (riferimento del) mercato. La logica è fare in modo che quando il consumatore ha un’esigenza deve come prima cosa pensare a voi. Devo prendere appunti? prendo un POST- IT (brand). Devo prenotare una casa? Vado su Airbnb. Per arrivare a questi livelli la strategia è chiara e prevede di tagliare tutto ciò che possa “distrarci” in questo percorso. Lo stesso fondatore di WhatsApp ha spiegato che nel loro percorso di crescita si sono impegnati a non dare seguito a tutti coloro che gli hanno proposto molte integrazioni della app per renderla più ricca e varia. La loro strategia era “1 obiettivo, zero distrazioni”. Facciamo una sola cosa, molto bene e che scali rapidamente. D’altra parte anche Steve Jobs ripeteva sempre “Focusing is about saying NO”.

Pochi conoscono la vera frase da cui è estata estratta questa citazione e vi augurano in bocca al lupo per questo percorso lasciandovi alla lettura di queste illuminanti e contro-intuitivi parole:

 

People think focus means saying yes to the thing you've got to focus on. But that's not what it means at all. It means saying no to the hundred other good ideas that there are. You have to pick carefully. I'm actually as proud of the things we haven't done as the things I have done. Innovation is saying no to 1,000 things. (Steve Jobs)

 

Se ancora non ti sei candidato al Wind Startup Award 2015, fallo ora, la deadline è il 30 novembre.

 
Biografia di Luca La Mesa
Appassionato di Marketing ed innovazione. Dopo aver lavorato nel Marketing di Unilever e Procter&Gamble si è specializzato sullo studio delle strategie avanzate di Social Media Marketing e su tecniche di innovazione.
In questi anni ha ottenuto importanti risultati con clienti come con il Campionato Mondiale Superbike, Pirelli, Coni, AS Roma, Federazione Italiana Pallavolo, Cornetto Algida, Dove, Winner Taco, Mediaset, La7, Comitato Digitale per Matteo Renzi, e molti altri.
Ha ideato strategie di successo per giocatori della Nazionale Italiana (Ciro Immobile) durante i Mondiali in Brasile 2014, per Top Player Italiani come Francesco Totti (attività #MioCapitano organizzata con la As Roma per il rinnovo per il 20° anno del Capitano), per Francesca Piccinini, capitano della Nazionale Italiana di Pallavolo durante i Mondiali del 2014 (campagna #ConLeAzzurre | Campagna più virale d’Italia ad Ottobre 2014) e con la campionessa di tennis Flavia Pennetta.
La forte passione per l'innovazione lo ha portato negli ultimi 3 anni a ricoprire i seguenti ruoli: Board of Advisor Luiss Enlabs, Docente InnovAction Lab, Docente Ninja Marketing, Mentor Wind Business Factor, Mentor Microsoft/Nokia/Windows Phone MAAC program, Mentor Founder Institute, Resp. Digitale Roma Startup.
Ad oggi si divide tra la consulenza verso i top brand e la formazione in ambito Universitario in HEC Paris, John Cabot, Rome Business School e altre università in Italia e all’estero.
 
CONDIVIDI

Entra o registrati gratuitamente per accedere ai contenuti esclusivi della nostra community.


REGISTRATI
TAG:

ARTICOLI CORRELATI