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ItaliaAFuoco: la mappa sugli incendi interattiva e open

Gli incendi continuano a causare gravi danni. Particolari condizioni atmosferiche, ad esempio giornate particolarmente calde e ventose e precipitazioni scarse, possono favorire il rapido propagarsi dell’incendio. Altre volte, e lo abbiamo visto anche questa estate, la causa può essere  dolosa, purtroppo.

Ecco che progetti come ItaliaAFuoco, progetto non profit, gestito da volontari, nato per condividere informazioni utili e verificate sugli incendi in un momento così delicato per l’Italia, è quanto mai utile.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Matteo Tempestini che, insieme a Matteo Fortini e Andrea Borruso ne è uno dei promotori.

1) ItaliaAFuoco è un'iniziativa no profit nata da poco, durante questa estate di piena emergenza incendi. Dietro ci sono dei volontari. Ci sei tu, Matteo, e ci sono altri collaboratori. Ci vuoi raccontare un po' di voi?

M.T:  Siamo un gruppo (attualmente composto da 7 persone) nato come "ItaliaAFuoco" in modo estemporaneo online, ma siamo tutti più o meno già collegati da altre iniziative civiche fatte assieme. Ci sono persone che hanno collaborato e collaborano tutt'ora al progetto TerremotoCentroItalia.info e altre persone della comunità di OpendataSicilia.it. Io personalmente sono di Prato (Toscana). Non è un caso che nel gruppo ci siano rappresentanti toscani e siciliani, dal momento che Sicilia e Toscana sono due delle regioni più colpite dai roghi di questa estate.

2) Qual è l'obiettivo del progetto e come funziona esattamente?

M.T: Il progetto si pone come obiettivo quello di condividere e produrre informazioni relative agli incendi che accadono in Italia. Ci siamo resi conto che sul tema girano in TV e rete molte notizie di cronaca ma pochi “dati” su questo fenomeno. Italiaafuoco fa quindi da contenitore per elaborare contenuti utili a chi vuole approfondire la materia, al tempo stesso fornisce un modo di partecipare segnalando fatti avvistati in prima persona. ItaliaAFuoco cerca anche di sensibilizzare alla produzione e alla condivisione di dati utili sugli incendi ponendo alla base di tutto il diritto dei cittadini italiani di essere costantemente informati su questo fenomeno, sulle sue cause e su quali sono le zone a maggior rischio nel paese. Attualmente sul sito si trovano mappe elaborate con dati provenienti, ad esempio, dal progetto europeo Copernicus che ha una sua “declinazione" creata apposta per le emergenze, e ad esempio concede i dati sulle notizie degli incendi in Europa, ma anche i dati sugli incendi che avvengono nel sud Italia che sono state rielaborati in questa mappa per la regione Sicilia. ItaliaAFuoco è quindi anche un modo di contestualizzare fonti non direttamente vicine, per far sì che si sappia di più del perché i nostri boschi tutte le estati bruciano e si possa sensibilizzare alla causa civica di stare dalla parte di chi “ama l’ambiente e lo rispetta”.

3) Nella pratica, in che modo le persone possono essere utili nelle segnalazioni?

M.T: Ogni persona può contribuire a produrre dati utili segnalando un fatto o una notizia a questa pagina https://enketo.ona.io/x/#YVUh . Le segnalazioni vengono moderate da noi e poi pubblicate online se ritenute attendibili. Si può anche contribuire al progetto segnalando fonti di informazioni utili sul tema.

4) è un progetto socialmente importante e utile. Anche la sensibilizzazione stessa a questi temi, alla possibilità che i cittadini possano essere parte attiva grazie all'utilizzo intelligente del digitale lo è. 

M.T: E’ un progetto per tutti noi importante, come dici tu. Oltre che un semplice “raccoglitore” vuole essere anche un modo per provare ad informare meglio sul tema degli incendi. Da cittadini italiani crediamo sia diritto di tutti noi sapere quali degli incendi in Italia siano stati accertati come dolosi e quali no ad esempio. E’ di fondamentale importanza per l’informazione dei cittadini italiani sapere se le zone dove vivono siano abitate da persone che hanno interesse a distruggere l’ambiente attorno a loro. Cerchiamo di sensibilizzare quindi anche al tema dei dati aperti come strumento per conoscere di più su tutto questo. Sulla questione dell’uso delle tecnologie le riporto un punto di vista personale sulla responsabilità che noi adulti abbiamo nei confronti dei nostri figli: se è vero, come è vero, che stiamo crescendo una generazione che avrà sempre più a che fare con la salvaguardia ambientale dei nostri territori allora abbiamo la responsabilità di insegnare loro il rispetto verso gli altri, verso la natura e quindi far apparire loro gli incendi dolosi come azioni che non sono “contemplabili nell’atteggiamento di nessuno”. Quindi insegnare loro non solo che certe azioni NON si fanno, ma anche tutto quello che si può fare per evitare che altri lo facciano. Per renderli davvero cittadini smart dobbiamo abituarli ad essere “modelli” ossia persone che abbiano cura del mondo. E la tecnologia, cosi utilizzata dai giovani di questi tempi, in questo caso può aiutare molto perché può aiutare a stigmatizzare comportamenti sbagliati, reati. Il fatto che un bambino si domandi «Perché qualcuno incendia i boschi?» a mio avviso deve essere un dubbio che noi adulti abbiamo il dovere di preservare nei nostri figli così che quando cresceranno continueranno a meravigliarsi, a non accettare e (forse) ad impedire tutto questo.

Grazie davvero, Matteo. A te e a tutto il gruppo di lavoro. Da parte nostra facciamo il tifo perché il progetto venga conosciuto il più possibile.

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