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Post Vacation Blues: come combattere lo stress da rientro

Gli inglesi lo hanno ribattezzato in modo poetico: il "Blues", la malinconia da rientro dalle ferie, ma lo stress da fine vacanze è una cosa seria e alle volte non ha solo a che fare con il ritorno in ufficio :-)

 

Le vacanze sono un già un ricordo lontano e la città, nella quale sei rientrato tra i primi, quando ancora era vuota, silenziosa ed accogliente, è di nuovo un caos di traffico, mezzi pubblici sovraccarichi e tempo che non basta mai? Ecco, questo è uno dei momenti più difficili dell'anno, e lo è per tutti, anche per chi il proprio lavoro lo ama e, in fondo, non lo abbandona mai del tutto, nemmeno quando va in vacanza.

Vacanza è interruzione, cambio di scenario, introduzione di piacevoli variazioni sul tema della propria routine e pausa dalle scadenze e dalle consegne. Insomma è quel tempo, assolutamente necessario, in cui si può allentare la presa, rilassarsi, a prescindere da dove, come, quando e con chi. Purtroppo però quanto più è facile e naturale abituarsi a una vita senza stress quotidiano, tanto più è traumatico ritrovarsi dentro la routine, con tutti gli aspetti che di questa ci stanno stretti. Tutto ciò genera uno stress spesso difficile da riconoscere e da capire, ma che tuttavia ha un nome e identifica una sindrome bene precisa: la "Post Vacation Blues!", la sindrome dal rientro dalle vacanze... una cosa seria e i cui effetti possono trascinarsi di settimana in settimana, se non si interviene in modo tempestivo!

 

In cosa consiste la sindrome da rientro?

Dal punto di vista medico la spiegazione è piuttosto semplice: il nostro corpo si adatta a uno nuovo stato e gli organi che normalmente ci aiutano a gestire lo stress, le ghiandole surrenali, si trovano in una situazione diversa, di maggiore calma e tranquillità e secernono minori quantità di cortisolo, adrenalina ed altre sostanza che tendono ad accelerare i nostri bio-ritmi.

 

Sintomi più comuni dello stressa da fine vacanze

Irritabilità, svogliatezza, stanchezza, disturbi del sonno, tachicardia, mal di testa e cali di attenzione sono i più comuni.

 

Le cause reali della sindrome da rientro

Aspettare che il tempo passi e che l'organismo si "rassegni" al ripristino dei ritmi della vita lavorativa? È vero che, di solito, nel giro di un paio di settimane la maggior parte dei fastidi e dei disagi psico-fisici della sindrome sono quasi del tutto scomparsi, ma così facendo non si elimina il problema alla radice! O meglio, si evita di indagare i fattori psicologici individuali che possono incidere sullo stress da rientro tanto quanto, se non addirittura di più, dei fattori ambientali esterni.

In generale bisogna sempre ricordare che i sintomi hanno la precisa funzione di segnalare che qualcosa che non sta andando come dovrebbe; ecco perché è bene considerarli e indagare a fondo da cosa sono generati. Nel caso delle vacanze è fuor di dubbio che la reazione di stress che l’organismo produce, può essere attribuita principalmente a fattori esterni come i cambiamenti relativi al ciclo sonno-veglia, il modo di alimentarsi, lo stile di vita in generale, ma questi fattori oggettivi nascondono spesso più profondi fattori soggettivi, importanti da riconoscere perché è proprio su questi che si può intervenire per gestire meglio la ripresa della vita lavorativa e lo stress da routine quotidiana.

Un articolo della Dott.ssa Michela Rosati, psicologa e psicoterapeuta, approfondisce quali sono gli atteggiamenti psicologici che facilitano lo stress da rientro, e come gestirli/modificarli.

 

Pensieri "pericolosi"

“Dopo la vacanza, al lavoro sarò più efficiente": pensiero tipico di chi è attaccato al lavoro, ma vive il rientro con forte ansia da prestazione e paura del giudizio degli altri. Di solito sono persone che non mancano di rispondere a una telefonata di lavoro nemmeno dalla più remota meta di vacanza e che vivono con senso di colpa il distacco dall'ufficio. Per il loro il rientro sarà un crescendo di ansia e di apprensione.

Consiglio in questi casi è cercare di essere meno rigidi e non pretendere troppo da se stessi: stabilire delle priorità al rientro, tralasciando tutto quello che non è strettamente necessario, perché almeno nei primi giorni non si avranno le energie e la lucidità di fare tutto e fare bene.

 

“Mi basta un weekend per recuperare": è l'atteggiamento di chi opta per le vacanze lampo, una settimana al massimo, tempo appena sufficiente per sciogliere la tensione accumulata. Se poi in quei pochi giorni si pretende di fare un viaggio e di vedere il più possibile, allora il risultato è certo, si tornerà più stanchi di quando si è partiti.

Consiglio: se non si riesce a staccare per un periodo troppo lungo, meglio evitare i tour de force, e concedersi pochi giorni, ma in luogo dove sarà facilissimo staccare e ci si sentirà presto a proprio agio.

 

“Vacanza è…felicità!”: questo è il pensiero di chi sulle vacanze proietta aspettative esagerate, con il risultato che, se qualcosa va storto, si possono verificare veri e propri crolli nervosi. Questo modo di pensare, oltre che altamente disfunzionale, è del tutto fuorviante.

Consiglio: "La vacanza non dovrebbe essere mitizzata, ma vissuta con senso di realtà. Un imprevisto può sempre capitare, ma è bene evitare di trasformarlo in dramma", commenta l'autrice.

 

“Adesso basta scherzare, le vacanze sono finite": vale a dire, sono finite le vacanze, basta con il buon umore, la leggerezza e la voglia di sorridere e godersi le piccole cose, ora esiste solo il dovere. Niente di più sbagliato e frustrante.

Insomma, in alcuni casi, il post-vacation blues è uno stato mentale ed emotivo che ha poco a che fare con le vacanze e che dipende piuttosto da un modo di pensare ben radico che possiamo provare a modificare.

Nel frattempo ecco un vademecum utile non solo per vivere il mese di settembre con meno fatica, ma anche per cominciare a pensare in modo diverso e, magari, soffrire di meno al prossimo rientro dalle ferie!

 
  1. Lasciati il tempo per una lunga passeggiata nel verde: per stare bene abbiamo bisogno, tutti i giorni un po', di aria aperta, di natura, di cose belle e piacevoli tutti i giorni.
  2. Datti delle priorità, cercando di garantire in cima alla lista il posto per te stesso e per i tuoi affetti.
  3. Programma nel weekend un tempo per staccare la spina, aprire un buon libro, ascoltare della musica o fare una qualsiasi delle cose che ti piace fare, proteggendola da mail, telefonate di lavoro, doveri, ma anche da internet, social media in primo luogo.
 

Lettura consigliata: EssenzialismoLa disciplinata ricerca del meno di Greg McKneown.

 
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