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Che cos'è e come funziona il metodo Sprint Design

Lo "Sprint" è un metodo per la risoluzione di un problema in 5 giorni, attraverso il design, la prototipazione e la validazione delle idee.

 

Si chiama metodo sprint non a caso, perché è un processo che punta tutto sull’efficenza, sulla velocità e sulla facilità di applicazione. Lo ha ideato Jake Knapp, Design Partner di Google Venture, ed è stato studiato per aiutare le startup (e in generale qualsiasi team di lavoro) a definire il problema che intendono risolvere e a testare la soluzione proposta in 5 giorni lavorativi: dal lunedì al venerdì.

 

design-sprint-metodo

 

Un metodo in cinque step, molto in linea con il metodo Lean di Eric Ries, aiuta ad ottimizzare tempo e risorse, a passare al setaccio un gran numero di idee e individuare velocemente su quali ha senso investire le energie. Può essere applicato per trovare la risposta alle domande più diverse: qual è il design migliore per una landing page? Questo prodotto incontra davvero l’esigenza del consumatore? Le persone saranno disposte a pagare per avere questo servizio?

In sintesi, ecco come funziona.

 

Giorno zero: la preparazione - crea il dream team

Prima di iniziare è importante reclutare il team adatto. Knapp suggerisce di creare un gruppo di 5/8 persone massimo dal profilo professionale diverso (es. un ingegnere, un esperto di vendite, un esperto in supporto al cliente, un esperto di marketing e un decision maker).

 

Giorno 1: lunedì - Definisci il problema che intendi risolvere

Il decision maker dovrebbe facilitare l’accordo intorno all’obiettivo a lungo termine. Una volta stabilito un obiettivo comune da raggiungere, poniamo, in 8 mesi, scrivetelo su un post-it e appiccicatelo al muro, in modo che resti sempre ben visibile a tutti. A questo punto si elencano i principali ostacoli e difficoltà che potrebbero frapporsi al raggiungimento dell’obiettivo.

Poniti queste domande?

  • Quali sono i rischi tecnici e di mercato?
  • Esistono dei competitor che hanno affrontato lo stesso problema? Chi lo ha fatto con successo?
  • Quali sono le metriche di successo del prodotto?
  • Che succede se il prodotto non interessa alle persone? Se non lo usano?
  • Cosa potrebbe generare diffidenza?

Fai un brainstorming per elencare le caratteristiche principali delle persone che secondo te hanno il problema che intendi risolvere, scegline una (perché è il tipo di persona che conosci meglio o perché ha le caratteristiche più ricorrenti), questo sarà la personas alla quale penserai in tutte le fasi dello sprint. Ciascun membro del team avrà l’incarico di individuare 5 persone fisiche (esterne al team) con le caratteristiche del cliente tipo e di convocarle per il giorno 5, il venerdì.

 

Giorno 2: martedì – Crea le soluzioni

Secondo Jake Knapp le idee sono come i pezzi del LEGO, possono essere combinati e ricombinati in modi sempre nuovi. L’obiettivo di questa giornata è il lavoro individuale per produrre liberamente più proposte possibili connesse al problema individuato il giorno 1. Ciascun membro del team schizza (letteralmente, su un foglio bianco) le soluzioni che gli vengono in mente (il metodo parla di sketches, ma l’autore precisa che è importante che ciascuna proposta, per quanto approssimativa, tenga conto del target individuato, illustri il funzionamento schematico del prodotto/servizio, etc.).

Ciascun foglio, in forma anonima, viene sottoposto agli altri membri del team che esprimeranno le proprie preferenze portando a una rosa di soluzioni.

 

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Giorno 3: mercoledì – Seleziona e decidi

Ultimato il meccanismo di votazione e discussione delle proposte che entusiasmano maggiormente il team, decisivo è il ruolo del decision maker che interviene e si assume la responsabilità di selezionare massimo tre proposte da sviluppare e testare. A questo punto si passa alla fase di storyboard della o delle idee selezionate. Lo storyboard deve dettagliare tutti le fasi dell’esperienza utente. Lo storyboard deve essere in grado di sussistere da solo anche senza una spiegazione verbale. Il passo successivo è portare l’idea oltre lo storyboard e trasformarla in un mock-up ad alta risoluzione. Qui il team può decidere se lavorare sulle idee selezionate o se concentrarsi su una sola di esse.

 

Giorno 4: giovedì – Costruisci il prototipo

Chiarito lo sviluppo dell’idea in ogni sua fase su un piano teorico, è il momento di assegnare al team i diversi task per costruire il prototipo. Il prototipo non dovrà essere così completo da funzionare davvero, ma dovrà essere il più possibile verosimile, le interazioni dovranno simulare al meglio l’esperienza dell’utente, così da provocare reazioni il più possibile spontanee e reali. Una volta che ciascuno avrà fatto il suo, il team connette tutte le parti del prototipo e assembla il prodotto che il giorno seguente verrà sottoposto ai 5 clienti tipo.

 

Giorno 5: venerdì – Testa e osserva le reazioni

È il giorno più divertente, quello in cui puoi testare con mano le reazioni di utenti reali. È arrivato il momento di coinvolgere le persone che il team ha reclutato il giorno 1. Sono loro le persone incaricate di testare il prototipo. L’ideale è coinvolgerli in un confronto dal vivo con il prodotto, identifica chi sarà l’itervistatore nel tuo team, la persona che interagirà one-to-one con chi testerà il prodotto. Il resto del team assisterà in video.

Le domande da sottoporre durante le interviste possono essere diverse, è bene prepararsele e appuntarsele:

  • Che cosa pensi dell’esperienza che hai appena fatto?
  • Puoi confrontare le opzioni che ti abbiamo sottoposto?
  • Cosa per te ha funzionato e cosa no?
  • Compreresti il prodotto?

Il team, più che ascoltare i feedback, deve osservare le reazioni dell’intervistato. L’analisi degli insights deve portare in luce ciò che ha funzionato bene, ciò che ha confuso l’intervistato, ciò che lo ha lasciato indifferente. Sono queste le risposte alle domande poste il primo giorno dello sprint, le risposte che indicheranno al team in che direzione procedere per lo sviluppo effettivo del prodotto.

 

Design sprint è uno strumento essenziale che gli imprenditori possono usare per fallire velocemente, ricominciare da capo e crescere ancora più rapidamente.

La struttura del processo del design sprint assicura a un team di raggiungere insights concreti e traducibili in pratica, di capire velocemente cosa funziona e cosa no, potenzia il talento creativo delle persone nel momento in cui devono produrre idee, ma esclude le idee che non sono validate dai clienti.

Un metodo che vale la pena provare almeno una volta.

 

Per approfondimenti rimandiamo al libro di Jake Knapp, Sprint – how to solve big problems and test new ideas in just five days.

 
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