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Francesca Sanzo, storia di una MUT-AZIONE

40 chili prima, a 40 anni, inizia il racconto di Francesca Sanzo, una donna che attraverso la scrittura e le domande giuste, ha iniziato la strada del cambiamento personale e continua a percorrerla, sperando di rimanere sempre "a due passi dalla meta".

 

Francesca Sanzo è una blogger, nota in rete già dal 2005 con il suo primo blog personale panzallaria.it, una copywriter e una scrittrice, insomma una professionista della parola che non ha solo trasformato il proprio talento in un mestiere, ma ha trovato nelle parole, in quelle che si scrivono e in quelle che si ascoltano, le chiavi d'accesso al sé e alla possibilità del cambiamento.

 

Il mio approccio alla scrittura è autobiografico. Credo nel valore della scrittura per raccontarsi agli altri e a se stessi, ma anche per ascoltare il modo in cui ci raccontiamo.

 

Questo è l'approccio di Francesca, un approccio basato sulla narrazione personale, sia che si scriva di sé, sia che si scriva per altri, e questo è, in estrema sintesi, anche il contenuto di ciò che insegna nei suoi workshop. Sì, perché da qualche anno Francesca si dedica anche alla consulenza e alla formazione per condividere con gli altri il frutto della propria esperienza. I suoi corsi e i suoi workshop partono dalla sua storia personale, una storia di cambiamento, anzi di "muta", come lei stessa la definisce, quella che è raccontata anche in due dei tre libri da lei pubblicati: 102 chili sull'anima (2015) e A due passi dalla meta (2016).

 

Tutto parte dalla mia storia personale. A 40 anni, nel 2013, ero obesa, pesavo 102 kg e per la prima volta ho realizzato che il mio corpo non mi corrispondeva più, si era trasformato in una gabbia, in un limite insopportabile, una zavorra emotiva prima ancora che fisica. Per poterlo cambiare, per cambiare, dovevo però innanzitutto cominciare ad amarlo così com'era. 

Il primo passo sono la consapevolezza e l'accettazione. Prima di tutto dovevo capire che cosa mi aveva portato fin lì. Ho cominciato a pormi le domande giuste, invece di esprimere giudizi. Perché il cibo per me è così importante? Perché ho permesso a me stessa di farmi così male? Mi accetto davvero?

 

Porsi le domande giuste dunque, insegna Francesca. Cosa significa davvero accettarsi? Spesso si confonde l'accettazione con un atteggiamento svalutante e passivo, che si trasforma facilmente nell'alibi perfetto, per restare dove si è, per non cambiare nulla.

 

Accettarsi è capire che ci sono delle cose che ci fanno bene e delle cose che ci fanno male e avere il coraggio di trasformare o eliminare quelle che ci fanno male.

 

Coraggio perché spesso è più difficile liberarsi di ciò che ci fa male che rafforzare ciò che ci fa bene. "Viviamo in un universo di inadeguatezza, con una forte attrazione al fallimento e questo riguarda soprattutto le donne", continua Francesca.

Il percorso di consapevolezza e accettazione che Francesca ha iniziato in quel 2013, lei stessa lo ha definito "una muta", qualcosa di più di un semplice cambiamento, una rigenerazione dei tessuti, una liberazione da uno strato che non ci appartiene, ma forse non ci serve più, un divenire se stessi.

 

Ho iniziato a fare sport, a correre, non con la logica dell'obiettivo, della meta, del miglior tempo, della performance, ma per il puro gusto di abitare il movimento, di vivere il percorso, senza sapere dove il percorso mi porterà. 

 

Lo sport, il movimento, lavorare con il fisico, più che sul fisico, quasi per restituire uno spazio naturale alle emozioni e al pensiero: un percorso di integrazione ed armonia tra mente e corpo che il linguaggio usato da Francesca esprime al meglio: "Scrivo con i miei polpacci e penso con le mie gambe", ci racconta.

 Attraverso la dieta e il movimento Francesca racconta un corpo che cambia, si riscopre, si sente e sente di nuovo, ma soprattutto racconta un'anima che si espande, si libera dei 102 kg che la opprimevano e ricomincia ad abitare il corpo come il suo luogo proprio, quello più naturale.

Che cosa è accaduto poi? Sicuramente nei 4 anni di "muta" Francesca ha ottenuto risultati importanti, la perdita dei 40 kg di troppo, la capacità di correre una mezza maratona, ma soprattutto la scoperta di sé e la consapevolezza che questa scoperta è un viaggio che non finisce mai, che l'obiettivo non è l'arrivo, ma rimanere, appunto, "a due passi dalla meta". E il bello è proprio questo.

 

Non si è mai arrivati, liberiamoci della poetica del lieto fine, quando si finisce una dieta, per esempio, il percorso è tutt'altro che concluso, anzi quello vero forse comincia proprio allora, il mantenimento è disciplina quotidiana e costante. 

 

Diffidiamo anche dalla retorica dell'obiettivo finale, del traguardo, del punto di arrivo, questi concetti fanno parte di una visione del mondo in cui l'alternativa è quella del successo/fallimento. Una visione che non può che starci stretta.

Che cosa fare allora? Come ciascuno di noi può cominciare la propria "muta" nella vita personale e/o professionale? Nella giornata di workshop intitolata non a caso MUT-AZIONI, Francesca Sanzo insegna proprio questo, da dove cominciare, e aiuta le persone ad individuare i primi, piccoli passi da compiere.

 

A chi si rivolge il workshop MUT-AZIONI?

MUT-AZIONI si rivolge a tutte quelle persone che vorrebbero iniziare un cambiamento, ma pensano di non avere più tempo, di non essere capaci o di non meritarsi il cambiamento verso il meglio.

 

Come funziona il workshop?

Il workshop consiste in una giornata di confronto e condivisione dei vissuti sui quali si lavora utilizzando il principale strumento della cassetta degli attrezzi di Francesca: la scrittura e la lettura ad alta voce di ciò che si è scritto. Il metodo proposto è quello di lavorare sulle parole che ciascuno di noi utilizza per raccontarsi, valorizzare le "parole-finestra", parole che aprono, che indicano un passaggio possibile, e individuare le "parole-macigno", le parole pesanti che indicano chiusura, blocco, limite. A partire da questo, dalle proprie parole, ognuno sarà invitato a mettere a fuoco i primi passi per il proprio cambiamento personale.

 

Tre esercizi facili per tutti

  1. Tieni un diario per una settimana: la tua pagina bianca, lo spazio di libertà dove appuntare tutto quello che ti viene in mente.
  2. Rileggi ad alta voce quello che hai scritto, ascoltati e sottolinea tutte le "parole-macigno" che hai utilizzato, le parole che comunicano una situazione di chiusura, di blocco.
  3. Esci a fare una passeggiata, inizia a camminare senza meta, senza orologio e soprattutto senza cellulare.
 

Quando puoi partecipare a un workshop MUT-AZIONI?

In occasione della Festa della donna Francesca MUT-AZIONI arriva a Roma il 10 marzo.

Per maggiori informazioni vai alla pagina del workshop.

Per iscriverti clicca qui.

 
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