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Dall'Italia all'Inghilterra e ritorno. La storia della startup che ha convinto 16.000 artisti italiani, Fedez e Gigi D'Alessio in prima fila, ad abbandonare la SIAE.

 

Soundreef opera oggi in 20 paesi del mondo, Italia compresa, e il suo business, diciamo così, riguarda la gestione delle royalties, ossia di quei compensi che autori ed editori percepiscono per l'utilizzo da parte di terzi (radio in-store, televisioni, catene di negozi, organizzatori di eventi live, etc.) delle proprie opere.

Che cos'è Soundreef e come funziona. 

Soundreef nasce nel 2011 in Inghilterra, il suo Founder e attuale CEO è però italianissimo, Davide D'Atri, una formazione economica a Londra, città nella quale si trasferisce a 19 anni, e già due startup alle spalle, entrambe connesse all'industria della musica.

"Soundreef non è nata dal giorno alla notte in un garage", racconta Davide in un'intervista, ma da 10 anni di studi e osservazioni del mercato. Quando è stata lanciata sul mercato inglese, "Soundreef aveva già un team selezionato e la capacità di attrarre capitali".

Il mercato, appunto, è quello delle royalties, un mercato che in Italia, dove la Direttiva Barnier - recepita da quasi tutti i Paesi della Comunità Europea -, non è ancora stata approvata, è dominato dal monopolio SIAE. Al sistema monopolistico la startup oppone l'efficienza, la trasparenza e la tracciabilità della tecnologia e mette l'innovazione a disposizione di una community di artisti sempre crescente e una rete di interlocutori business, gli utilizzatori appunto, che trovano in Soundreef un'alternativa sempre più valida all'intermediazione SIAE.

 

Noi lavoriamo per portare i soldi delle royalties direttamente dall'utilizzatore all'autore in modo trasparente e veloce. Su questa transazione tratteniamo una percentuale.

 

Parola d'ordine: innovazione tecnologica, un concetto che non va d'accordo con la chiusura e la resistenza al cambiamento, e una leva per la crescita economica che non può essere favorita da un sistema monopolistico. Quella di Soundreef, insomma, è innanzitutto una proposta di innovazione di processo attraverso la tecnologia. Su Soundreef un artista può facilmente monitorare quando, quanto e dove la sua musica viene riprodotta, e calcolare immediatamente l'ammontare delle sue royalties.

Tutto è iniziato in Inghilterra nel 2011 con una Ltd. dall'anima italiana. Da allora ad oggi la startup si è evoluta e in Italia ha vinto battaglie importanti che hanno sancito la legalità del suo core business. Nel 2015, con 4 milioni di capitale raccolti, Davide convince i nuovi investitori ad aprire in Italia Soundreef S.p.A., società che ha acquisito completamente la Ltd. inglese.

Nei mesi scorsi ha fatto notizia l'abbandono della SIAE e l'iscrizione a Soundreef di Fedez e Gigi D'Alessio, insieme a loro ci sono altri 16.000 autori ed editori italiani, circa il 10% del totale degli iscritti alla SIAE.

In questo video Fedez e Davide D'Atri spiegano come funziona Soundreef.

 

Fedez e Davide D'atri spiegano come funziona Soundreef

 

La curiosità, la voglia di sperimentare soluzioni nuove e soprattutto innovative c'è ed è diffusa tra gli autori italiani, le organizzazioni e l'intera società civile, per questo "siamo contenti che la proprietà di Soundreef oggi sia italiana ed è qui che vogliamo continuare ad operare", ci racconta Davide.

Quel che stupisce, conclude, è lo scollamento tra una società civile decisamente pronta ad evolvere e rinnovarsi, e una politica che ancora, nonostante le intenzioni dichiarate, è restia ad accogliere davvero il cambiamento di cui l'ecosistema startup è traino sempre più forte.

La storia di Davide e di Soundreef è stata raccontata durante uno degli appuntamenti di HiTalk, un laboratorio di condivisione e riflessione insieme ai protagonisti della digital revolution italiana, attraverso le loro storie, le loro esperienze professionali e le loro imprese.

 
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