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Dal cinema allo sport: le star che investono in startup

Will Smith, Leonardo Di Caprio, Kobe Bryant, l'elenco di VIP che investe in innovazione e tecnologia è lungo. Quali sono le startup prescelte e i personaggi famosi più intraprendenti.

 

È iniziato il conto alla rovescia per l'inaugurazione della 73a Mostra del Cinema di Venezia e ci siamo messi a cercare quali sono, nello star system internazionale, le celebrità che negli ultimi anni si sono avvicinate al mondo startup e hanno dato il loro contributo alla crescita di imprese innovative e tecnologiche. La lista dei nomi è lunga e tra i VIP che sono diventati anche noti business angel e venture capitalist scopriamo che tra i più attivi ci sono nomi altisonanti.

Leonardo Di Caprio: in prima linea nell'affrontare le battaglie ambientaliste, la star di Hollywood che nel 2016 ha finalmente portato a casa l'ambita statuetta, ha fatto più volte parlare di sé anche per l'impegno profuso nel sostenere l'innovazione tecnologica. Tra le startup nelle quali Di Caprio ha investito spiccano Mobli, un social network competitor di Instagram, Casper, produttrice di materassi, e la più recente Rubicon Global. Quest'ultima è una startup innovativa che si occupa di raccolta differenziata on demand, Di Caprio ha partecipato al secondo round di finanziamento, che ammonta complessivamente a 50 milioni di dollari. L'impresa è stata definita "l'Uber dei rifiuti" perché utilizza un software che mette in comunicazione i clienti business interessati e una rete di camionisti indipendenti che si incaricano di gestire per loro la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Il vantaggio per le aziende è la riduzione delle tasse sui rifiuti, il vantaggio per l'ambiente è l'ottimizzazione delle procedure di raccolta, smaltimento e riciclo.

Will Smith recentemente ha fatto parlare di sé perché ha scelto di partecipare al round di investimento di 2,8 milioni di dollari in una startup nata nel 2013, BioBeats. Notizia ancor più interessante perché, l'azienda che oggi ha una sede in Silicon Valley, nasce in realtà in Italia come spin-off dell'Università di Pisa. Il core business dell'impresa è il monitoraggio attraverso dispositivi wearable e smartphone delle funzioni fisiologiche che indicano i livelli di ansia e di stress delle persone, e la produzione di applicazioni che aiutino a gestirli.

Ma il più attivo sul fronte sembra essere Ashton Kutchner che nel 2011 ha co-fondato A-Grade Investments, un venture fund che ha investito in alcune delle più note società hi-tech, Spotify, Airbnb, Foursquare, Uber e altre dello stesso calibro. La star, che tra l'altro interpretava i panni di Steve Jobs, nel primo film biografico dedicato al visionario imprenditore, è continuamente a caccia di idee e soluzioni innovative nelle quali credere ed investire.

Dal Gotha del basket americano arriva un altro neo venture capitalist, si tratta del campione dell'NBA Kobe Bryant, che conclusa la sua carriera di sportivo ha lanciato un fondo con il quale ha già investito in 15 startup. Si tratta del fondo Bryant Stibel, dai nomi dei due fondatori.

Nel jet-set della musica pop scopriamo invece i nomi di investors come Madonna con Vita Coco, startup che ha portato l'acquista di cocco negli USA, Justin Bieber (Tinychat, Stamped) e Justin Timberlake (Dekko, MySpace) e il rapper Nas con il fondo QueensBridge Venture Partners, fautore di investimenti in oltre 30 società tecnologiche.

 
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